I mirtilli del Moléson

«Il Moléson sta nel titolo di uno dei racconti, una specie di ricordo. È una montagna del Canton Friburgo. I miei genitori avevano deciso che non avrei dovuto fare il contadino, che avrei continuato gli studi e che dovevo imparare un po’ di francese. Mi mandarono per questo in un collegio di preti ai piedi del Moléson».

(da un’intervista di Piero Del Giudice a Giovanni Orelli)

Presseschau

Osserva il critico americano Edward W.Said che spesso le opere tarde di scrittori e artisti «non trasudano uno spirito di saggia rassegnazione, ma un’energia rinnovata, quasi giovanile, segno di un’apoteosi di creatività e potenze artistiche»; e porta l’esempio del verdiano Falstaff. Questo giudizio, fatte le dovute riserve, calza a pennello con l’ultima fatica di Giovanni Orelli I mirtilli del Moléson […] una “esibizione” (suonerebbe poco puntuale “celebrazione”) così incondizionata della vita nei suoi capisaldi universali: la nascita (Natale e Pasqua sono qui et pour cause le festività ricorrenti), la giovinezza, l’amore declinato innanzitutto nelle sue valenze fisiologiche primarie, in ossequio all’irriducibile binomio sessualità-animalità. (Gilberto Isella, Giornale del Popolo, 25.10.2014)

Kurzkritik

Con I mirtilli del Moléson Orelli offre al lettore nove racconti che ripercorrono i temi classici della propria prosa. Ricompare la Val Bedretto con i suoi topoi: l’inverno, la scuola, i contadini, gli animali domestici e selvatici, le madri e i figli emigrati; ricompaiono gli amori giovanili sognati più che consumati. Se per alcuni il ricordo è sinonimo di cristallizzazione, Orelli dà in pasto i luoghi narrativi del passato alla macchina infaticabile della propria immaginazione. Ne scaturiscono risonanze inedite tra ieri e oggi: cosa accade se gli animali popolano le case del paese abbandonato, se i contadini prestano orecchio al filosofare dei vitelli e se, dopo sessant’anni, un vecchio e una vecchia rivivono l’Arcadia della loro pubertà?

(Francesca Puddu, Pubblicazioni nella Svizzera italiana 2014 [pdf], in «Viceversa letteratura» n. 9, 2015)