Ultima sera [Ustrinkata]

Arno Camenisch
Übersetzung von: Roberta Gado

È notte in montagna, e piove. Piove come non pioveva da anni, piove anche se dovrebbe nevicare e l'acqua che scende dal cielo sembra volersi portar via tutto. Con questo tempo da lupi, l'osteria Helvezia – in procinto di chiudere per sempre – accoglie come un'arca tutti gli abitanti, le loro storie, la loro sete, i loro ricordi. Inizia così un viaggio magico, malinconico e gioioso, pieno di suoni e presenze, di vivi e di morti, di sorti propizie e avverse, destinato a non finire finché c'è un bicchiere pieno e un racconto vola nell'aria. Con Ultima sera Camenisch ci riporta alle cose essenziali, agli alti e bassi dello stare al mondo, a ciò che scompare e solo la forza dell'oralità è in grado di far rivivere. Così la notte non è mai notte e non c'è pioggia tanto intensa da cancellare le nostre tracce.

(Dalla presentazione del libro)

Presseschau

«Al riparo nell'osteria, una folla di personaggi parla e parla e parla, tra una birra e l'altra, senza tregua – come la pioggia fuori. Camenisch, così come nel bellissimo Dietro la stazione, porta la sua letteratura nel punto più vicino alla voce umana, alle voci, alla loro grana, alla loro musica. Pagina dopo pagina, la prosa crepitante di Camenisch funziona come registratore dei discorsi all'osteria Helvezia nella notte da lupi. Ognuno con la propria storia, con il proprio pezzo di vita da raccontare al bancone sorseggiando l'ennesima birra, ognuno con il suo malumore, con il "cuore nero", con la sua paura. [...] In questo originale romanzo-concerto di voci, più protagonisti dei personaggi sono i brandelli di storie che spargono nell'aria, riparati in quella storica osteria fra le montagne del Grigioni. È come se Camenisch volesse mettere in salvo non solo il vecchio locale ma un'intera comunità, i loro discorsi strambi, smozzicati, più veri del vero, che sono tutti possibili romanzi da scrivere. È come se alla letteratura lo scrittore chiedesse di somigliare non alla vita in senso astratto, ma in senso concreto: bisogna far sì che un libro sia la stessa osteria che racconta, e che ci si possa entrare per sedersi al bancone, mettersi a parlare, oppure solo ad ascoltare le vite degli altri. E ordinare un'altra birra» (Paolo Di Paolo, «L'Unità», 21.03.2014).

«Come nelle sue altre opere (l'ultima, Fred und Franz, non ancora tradotta in italiano, è un dialogo al tempo stesso tragico e comico tra due fratelli sulle ragioni della vita), Camenisch si serve nella sua narrazione di una sintassi paratattica, dal ritmo sincopato, e soprattutto di un raffinato impasto linguistico, in cui il tedesco parlato si intreccia a espressioni italiane e al romancio sursilvano. Per la bravissima traduttrice Roberta Gado si tratta di una sfida impegnativa, vinta cercando un italiano colloquiale con inserzioni di tedesco e francese, in una strategia di abile rovesciamento della tessitura idiomatica» (Luigi Reitani«Il Sole 24 ore», 04.05.2014).