Sentieri convergenti

Per Andrea Paganini la poesia è un incontro, un’intesa, una complicità: tra due o più persone, anzitutto, chi scrive e chi legge, purché tendano verso un luogo che intimamente le attira, le unisce e le trascende. Ne consegue «una comprensione della letteratura che non fa della lingua una finalità in sé, bensì uno strumento di comunicazione con gli altri» (Georges Güntert). La parola nasce così – plasmata, scolpita o forgiata – nel crogiolo dell’esistenza, dove traccia parabole di luce attorno al mistero dell’amore, dono di libertà.

(Dalla presentazione del libro)

Presseschau

«Un libro, vale la pena dirlo subito, poco in linea con le poetiche egemoni del momento. Ciò che sorprende, addentrandosi nelle pagine e considerando le scelte stilistiche di fondo, è semmai un'atmosfera di poesia antica. [...] Il fenomeno pare piuttosto insolito per un esponente delle giovani generazioni, in specie se l'attaccamento ai modi tradizionali, come nel nostro caso, è scevro da compiacimenti manieristici e lontano dal gusto per la parodia» (Gilberto Isella«Giornale del Popolo», 23.03.2014).