L'ultima lettera Racconti
Venti racconti: una piccola raccolta per gli amanti del genere. Come dice Sépulveda: «La concisione del racconto esprime una forza narrativa contundente.» È da questa forza ruvida e, a volte, scomoda, che nascono i personaggi; tutti, a loro modo, spiazzati e spiazzanti. In questa piccola antologia sono riportati anche quei racconti che hanno avuto un qualche riconoscimento ma, almeno fino ad ora, scarsa visibilità. È un libro, "L'ultima lettera", nel quale equilibri e disequilibri sembrano, una volta di più, giocare a rimpiattino.
(dalla quarta di copertina)
Sono racconti brevi, a volte brevissimi, quelli che Giovanni Soldati ha riunito per l’editore Dadò con il titolo L’ultima lettera: 20 testi per appena cento pagine. Protagonisti di questi racconti-scheggia sono transfughi, pazzi, ergastolani, aspiranti suicidi, drogati, prostitute: un campionario alla Fabrizio De André che sembra in contraddizione con la prosa curata e piana di Soldati. Il travaglio dei personaggi e la cura della lingua; personaggi ai margini che si muovono in un mondo tutto loro, sensibile, fragile. Uomini che non si sono arresi né si vogliono arrendere, malgrado il dolore covi sotto la superficie della normalità. Da qui, spesso, il lieto fine, come quello che chiude Il legionario, storia del soldato Antonio Mansueto Cioccarino, meridionale arruolatosi nella Legione Straniera per sfuggire all’inquietudine che lo attanagliava: «Non ho più paura. Non ci sono fantasmi ad inseguirmi. Sono diventato uomo, lo so. Ho capito che la vita è altro, che le persone esistono, che c’è un mondo, fuori dalle prigioni della mente e dalle caserme, che vale la pena di conoscere. / Ora vivo…» (p. 94).
(Matteo Ferrari, Viceversa ha letto…, 24.12.2014)