Tenere il passo

Il racconto nascosto – ché c’è sempre narrazione in poesia, anche nelle forme per lo più brevi o brevissime, come qui – rimane giustamente enigmatico, chiuso, impersonale a volte, quando «spunta un pensiero» quasi anonimo, quasi cresciuto spontaneo sulla terra di tutti, e chiede di essere adottato dalla parola, passato «dalla porta dei sogni / come senape / dalle narici ai capelli» (Cedri e serpenti). Bella questa immagine corposa, materialistica si direbbe, alla quale l’io lirico non potrebbe sottrarsi con altro che: «Eccomi». 

(dalla prefazione di Jean-Charles Vegliante)