Giorni vicini [Nahe Tage]
Un romanzo provocatorio, un viaggio nell'intimità segreta del rapporto tra madre e figlia reso con compassione e durezza, stupore e splendore. Johanna ha appena perso la madre, proprio in quella camera di ospedale dove già da settimane si recava quotidianamente a farle visita. Una morte annunciata, eppure di fronte all'immobilità di quel corpo la protagonista combatte con la sensazione che respiri ancora. Non si concede una lacrima, neanche un ultimo abbraccio. Esce dalla stanza e si dirige a casa dei genitori. Comincia così l'inventario di un'intera infanzia riordinato allo stesso modo in cui la protagonista riordina l'appartamento della madre. Gesti quotidiani che si mescolano a immagini di vita di un lontano passato, alle parole dimenticate, alle esperienze, così come al destino di un popolo, quello dei Sudeti, che riemerge lieve assieme al ricordo della madre e dei nonni.
(Quarta di copertina)
«[...] la Overath è forte nel tratteggio, ha una mano sicura e l'occhio per il chiaroscuro, è abile a tenere il tono scelto, l'intimità propria al tema» (Tiziano Gianotti, «D», 31.04.2012).