L'opposta riva (dieci anni dopo)

Per scrivere L’opposta riva, ho vissuto per tre anni con gli immigrati clandestini, gli illegali, i sans-papiers. Ho vissuto con loro tra il 2001 e il 2003, quotidianamente. [...] Questa raccolta di poesie venne pubblicata nel 2006 dalle Edizioni Lietocolle in una versione che pensavo definitiva: mi sbagliavo. A distanza di dieci anni dal primo giorno in cui ho iniziato a vivere anche io da clandestino, ho sentito l’esigenza di riscrivere l’intero libro. In questa nuova edizione, la divisione in sezioni dei 60 testi è rimasta identica, così come alcune poesie sono rimaste invariate (18), mentre le restanti sono state modificate nella struttura e integrate nei versi, con l’intento di renderle più chiare per il lettore. Originariamente, tutti i nomi di luogo e delle persone erano stati omessi; in questa versione aggiornata li ho ricercati tutti, uno ad uno: con il trascorrere del tempo li stavo dimenticando, li avevo dimenticati, e la mia perdita di memoria equivaleva a negarli per la seconda volta. Ecco perché nell’indice ogni nome è ora posto sotto la storia che mi è stata raccontata. Di alcuni non sono riuscito a ricordare il nome e chiedo loro scusa. Di ognuno spero un futuro migliore.

(Fabiano Alborghetti, dalla presentazione del libro)

Presseschau

«L’opposta riva era (nel 2006) ed è (nel 2013) il risultato dell’esperienza vissuta quotidianamente dall’autore, tra il 2001 e il 2003, a contatto "con gli immigrati clandestini, gli illegali, i sans-papiers". Un modo per parlare degli invisibili (anche perché "certi crimini raccontati dalle cronache non sono il ritratto assoluto e definitivo di tutti i migranti presenti sul territorio"), secondo un procedimento che era già stato sottolineato nel 2006: "L’opposta riva è una raccolta composta come una Spoon River dei vivi". La fiducia (quasi cieca) nel linguaggio poetico, l’incalzare ritmico, la ricchezza di materiali sempre cangianti eppure attraversati da una solidissima traccia comune, fanno del libro una pietra luminosa: non di quelle già trattate, trasparenti; ma di quelle che, pur portando con sé alcune impurità, risplendono a tratti con impareggiabile potenza» (Yari Bernasconi«Giornale del Popolo», 31.08.2013).

Fabiano Alborghetti e "L’opposta riva" dieci anni dopo, intervista a cura di Alberto Cellotto (librobreve.blogspot.ch, 06.08.2013)

Viceversa si era già occupata della prima versione de L'opposta riva il 15 giugno del 2007 con un'intervista a Fabiano Alborghetti: qui il collegamento.