Il merito del linguaggio Scrittura e conoscenza
Che cosa vuol dire descrivere un oggetto? Che rapporto c'è tra osservare e descrivere? Che cosa descrivono gli storici, dato che non possono osservare direttamente gli oggetti delle loro ricerche? È possibile distinguere una buona descrizione da una cattiva descrizione, una descrizione che "rende giustizia" da una che "fa torto" al suo oggetto? Con l'aiuto di due guide d'eccezione come il filosofo Nelson Goodman e Italo Calvino, Matteo Terzaghi sviluppa in questo saggio una riflessione sugli aspetti cognitivi ed etici della scrittura. Passando attraverso un confronto tra la petrografia scientifica e la "petrografia poetica" di Francis Ponge, il discorso giunge infine a parlare di letteratura intesa, con Iosif Brodskij, come "il tradursi della percezione nel patrimonio ereditario del linguaggio". Senza volerla sottrarre all'immaginazione e alla fantasia, la letteratura viene qui ricondotta in una posizione centrale del sapere umano.
(Quarta di copertina)
«[...] il volumetto allinea quindici capitoli che, creando un campo di tensione tra i due poli della filosofia e della letteratura, esamina da varie prospettive il tema di come il linguaggio descrive il mondo e, in particolare, di come la letteratura si fa dominio linguistico nel quale la realtà gode della possibilità di diventare vera per mezzo di una descrizione capace di mostrare l’inatteso» (Lorenzo De Carli, «Azione», 17.04.2007).
«[...] le argomentazioni di Terzaghi – che nelle pagine vengono sorrette dalle voci di Francis Ponge (splendido il capitolo Descrivere una pietra), Nelson Goodman, Italo Calvino, Ludwig Wittgenstein, Robert Musil e poi altri ancora (von Humboldt, Borges...) – prendono il largo in svariati ambiti (importante quello relativo alla narrazione/descrizione del passato, ossia alla storia intesa come disciplina)» (Damiano Realini, «La Regione», 20.08.2007).