A fior di baffo

Kurzkritik

Da diversi anni, Ugo Petrini prosegue la sua attività poetica lontano dai riflettori, con plaquettes a tiratura limitata riservate a un pubblico ristretto. Quest’anno, è la volta di una serie di 23 testi accompagnati dalle xilografie di Carla Ferriroli e dedicati – con candore a dir poco sorprendente – ai gatti (ecco spiegati i baffi del titolo). Il procedimento potrebbe apparire, di primo acchito, anacronistico, ma l’eleganza stilistica di Petrini tramuta lo sguardo sull’animale in un penetrante punto di vista sulla quotidianità e sul mondo, con la sua abituale, quieta semplicità: «Ti dai arie umane / per ridurre la distanza / che ti separa / – muta creatura ineffabile – / da chi della chiacchiera abusa?». E, alla fine, non si sa più se sia il gatto o il poeta quel personaggio «sulla diagonale dell’ombra / un po’ controvento».

(Yari Bernasconi, «Viceversa Letteratura», n. 4, 2010)