Quartine per Francesco Un bambino in poesia
«Amor mi mosse, che mi fa parlare» potrebbe dire senza alcuna vanagloria Giovanni Orelli per quest'originale raccolta di brevi testi che narrano in poesia i primi anni di un bambino, il nipote Francesco. «Parlerò in filastrocchico» dichiara subito l'autore, che riesce a dare alla sua scrittura una grande allegria. Tra lallazioni, squittii telefonici e interrogazioni il poeta e il suo coccolatissimo eroe offrono anche al lettore (come scrive Pietro De Marchi nella nota) «favolose scoperte quotidiane nei campi sterminati della lingua e del mondo».
«Il libro/ raccolta (una settantina di pagine con presentazione di Pietro De Marchi) è di quelli da avere sempre a portata di mano, soprattutto per quei genitori e nonni che vorrebbero (ma poi sovente capitolano davanti alle difficoltà) riuscire ad andare oltre la "routine" delle quotidiane scoperte nella crescita di un bimbo. Con mirabile leggerezza Giovanni Orelli, usando come comete i vagiti, i sogni e i giochi dei bimbi, riesce proprio in questo: sempre portando sottobraccio il motore della speranza guida i grandi nell'interpretazione dei loro stupori e delle loro attese di fronte ai misteri ed ai miracoli di chi si affaccia alla vita. Chi conosce Giovanni Orelli un po' di fatica deve farla, prima di riuscire a inquadrarlo in una simile impresa (a volte quasi un poetico diario che il nipotino Francesco un giorno troverà come suo). Poi però, quartina dopo quartina, finisce per vederlo come dottore dell'allegria che con un fantastico stetoscopio continuamente si prodiga ad auscultare i battiti del cuoricino del nipotino: attento a decifrarne la quotidianità beata, ma prima ancora a mettere il suo vecchio cuore in sintonia con quello di chi gattona per casa, gli sale in braccio, sulle spalle o gli piomba in mente» (Ovidio Biffi, «Azione», 13.10.2004).