La disdetta Romanzo
Un gatto osserva con pacata ironia gli umani che lo circondano, affaccendati nella preparazione di un trasloco che sembra non arrivare mai. La disdetta è il romanzo che, esattamente cinquant’anni fa, ha rivelato ai lettori italiani la voce netta di Anna Felder, con il suo «humour sommesso e trattenuto e continuo» (Italo Calvino).
Uscito nel 1974 presso Einaudi, La disdetta fu letto in dattiloscritto da Italo Calvino e da lui proposto all’editore torinese. Di Calvino si conserva una lettera, spedita alla scrittrice il 17 maggio 1973: «Mi pare che lei sia una scrittrice con una personalità molto netta. Il suo modo di raccontare attraverso oggetti, quasi nature morte; o comunque organizzazioni visive dello spazio, o “messe in scena” di momenti della vita quotidiana è interessante e compiuto e richiama esperienze della poesia contemporanea». L’io narrante del libro è un gatto che osserva con attenzione e ironia i tic quotidiani dei suoi coinquilini umani, sulla cui calma domestica incombe la preannunciata disdetta del contratto d’affitto. «Si abitava nell’idea di cambiar casa stando fermi al nostro posto». I gesti e le azioni sono minimi in questo breve romanzo; grande è invece l’avventura linguistica in cui l’autrice guida chi legge, perché, come ha scritto Fabio Pusterla, Anna Felder «non usava la lingua per raccontare, ma si serviva del racconto per scrivere, cioè per inventare soluzioni linguistiche e stilistiche capaci di colpire e di sorprendere il lettore e di condurre lei, l’autrice, sempre più addentro le cose».
(Dalla presentazione del libro, Casagrande)