La Manipulation
Un groupe d'anarchistes un peu farfelus se réunit régulièrement sur une péniche appelée Nautilus. Ils y retrouvent tout ce que la ville compte de chômeurs ou de clochards et, un jour, naît l'idée qu'il n'est pas juste qu'il existe des banquiers qui croulent sous l'argent tandis que ces sans-abri vivent dans l'indigence.
Il va s'ensuivre un rapt, l'enlèvement d'un banquier, dont le chauffeur est proche du Nautilus. Mais un policier particulièrement zélé s'introduira dans le groupe et ce sont les manipulateurs qui se retrouveront manipulés. Il y aura finalement mort d'homme et ce qui paraissait n'être qu'une aimable pochade idéaliste tourne au drame.
C'est donc une sorte de roman policier que présente ici Jean Vuilleumier, mais on comprend vite que les péripéties ne représentent que le décor de ce qui se joue réellement.
Roman policier mystique, la nouvelle fiction de Jean Vuilleumier s'inscrit ainsi dans le prolongement de ses textes les plus récents.
Poderosa è ormai l'opera del ginevrino Jean Vuilleumier, ricca non solo di romanzi, ma anche di importanti saggi, tra cui quel Complexe d'Amiel pubblicato nel 1985, che insieme alle _Saintes _Écritures di Chessex et Soyons modestes di Barillier, si può prendere quale chiave di ingresso, o quale bussola, nel ricco dedalo della letteratura romanda del dopoguerra.
Amiel, l'avvocato ginevrino colmo di vento che consumò la vita, nel secolo scorso, a sognare di essere scrittore, ma non osò, tale era l'elevatezza della sua aspirazíone, e ci lasciò un mastodontico diario della sua sconfitta. Non si può dire, certo, che la definizione del complesso di Amiel si attagli a Vuilleumier, che di letteratura ne ha scritta tanta, ma senza dubbio ai suoi personaggi.
Questa Manipulation potrebbe essere un giallo, o la dissezione di un fait-divers: ma con la differenza che non c’è niente da scoprire, neppure dal punto di vista ideale. Certo gli ideali ci sono: sono quelli di un gruppo di anarchici, alla cui testa v’è un sognatore sconfitto, Yves, recluso in compagnia della sorella in una villa isolata da sorvegliare. Yves è in fuga da uno scombiccherato rapimento, sventato in quattr’e quattr’otto, grazie alla presenza di un cinico investigatore infiltrato nel gruppo di rivoltosi. Il romanzo si costruisce alternando le voci dei protagonisti, ma sempre con lo stesso tono dimesso: la conclusione è un gioco di bussolotti: Vuilleumier lascia morire il suo eroe e non ci dice se di suicidio o d’incidente, lascia che i suoi personaggi si persuadano che tutto torna alla normalità, lascia che insomma ogni cosa riprenda tristemente il suo posto.
Resta il pulsare breve e sottomesso di una ribellione che non ha nessuna possibilità – nei personaggi, nella vicenda, nella scrittura – di manifestarsi. La manipulation può sembrare un romanzo breve in sottotono. Ma si tratta di un sottotono lucidamente spaventoso. (Pierre Lepori, RSIdue, 09.10.2001)