Da fatali appuntamenti

Abbiamo oltrepassato
soglie e ponti;
aperto scenari,
chiuso e richiuso conti.
E ora
mazzi di chiavi appese
in disuso, in bella mostra,
in fila, come vane pretese.

*

Anche sul mio terrazzo lo scirocco
ha incollato l’aria;
di gesso e di perla
muta in calcare la stoppia del campo.
Svapora il colore
il suono deserto
il presente.
Questo vento che viene dal niente del mare
ha mortificato il dolore di prima.
Un’inezia resiste :
feto,
cristallo, fiore;
chissà.
Pare lasci tracce sicure;
incerto trionfo della fragilità.

*

Freschi ibischi, lentischi
ispidi, incurante geranio, mirto,
gardenia, begonia, peonia
carnosa, rosa rampicante
frutice d’alloro speziato
assiepato melograno gaudente.
Estate colta, sepolta.

*

L’olivo argenteo
che sotto il vento svela
il suo opaco splendore
è come ci appare a volte la vita.
Un abisso di canto
allora si alza dentro.
Crudeltà e promessa
di ciò che è stato.
Ostinato amore
che ritornerà.

(Alla chiara fonte)