Soldato tartaruga

Melinda Nadj Abonji
Übersetzung von: Roberta Gado

Zoltán Kertész, un ragazzo con occhi azzurri che non si dimenticano, vive al confine tra Serbia e Ungheria. Da quando è caduto dalla motocicletta del padre non è più lo stesso: sposta sacchi di farina in un retrobottega, cura teneramente i fiori del suo giardino e per il resto passa il tempo riempiendo di parole inventate le caselle del cruciverba. Il suo mondo è tutto lì. Quando, nei primi anni Novanta, la Iugoslavia si dissolve e scoppia la guerra, i militari si presentano a casa per arruolarlo a forza nell’Armata popolare, ma Zoltán non è fatto per il mondo cieco e cinico dell’esercito, non ne comprende il senso e finisce sempre per fare le domande sbagliate nei momenti sbagliati…
Melinda Nadj Abonji ci regala un personaggio indimenticabile e un romanzo toccante che sfida la durezza della guerra con la poesia della lingua. Ci porta a tu per tu con le storie dei semplici e rinnova, nello scenario della più drammatica guerra europea del passato recente, una tradizione letteraria che affonda le sue radici in opere come Il buon soldato Sc’vèik di Jaroslav Hašek o Le botteghe color cannella di Bruno Schulz.
L’innocenza dello sguardo di Zoltán e la sensibilità di sua cugina, tornata nei Balcani per ricostruirne il destino, restituiscono tutta l’assurdità della guerra.

(Keller Editore)

Presseschau

"Dall'autrice, la svizzera tedesca Melinda Nadj Abonji, nata nel nord della Serbia in una comunità di lingua ungherese, era stato contepito come un dramma, portato anche in scena con successo tra Basilea e Zurigo nel 2014, quello che ora leggiamo come un romanzo. La versione narrativa uscita nel 2017 ha in più un lavorio sulle parole, un ritmo di ballata percepibile anche graficamente nello scandirsi della scrittura, una musicalità segreta [...]" (Alessandra Iadicicco, La lettura, 14 marzo 2021)