In piedi nella neve, San Dorligo della Valle, Einaudi Ragazzi, 2015
1942, Kiev. “Giocate per perdere, se vincete morite”. Sasha ha quasi tredici anni quando, nella famosa “partita di calcio della morte” tra soldati nazisti e prigionieri ucraini, ex campioni del Dinamo, sente l’ufficiale tedesco minacciare i macilenti avversari. E suo padre. Sasha è figlia del portiere Nikola Trusevich, costretto a fare il panettiere per sopravvivere nella città occupata, prima da Stalin e poi da Hitler. La crudele Operazione Barbarossa della Wermacht è uno dei momenti più drammatici della Seconda guerra mondiale. Sasha è fortissima nel calcio, ma ha un solo difetto: è femmina. E il calcio, come le dicono a scuola, non è uno sport da femmine. Il suo migliore amico Maxsym, figlio del terzino Alexsey Kuzmenko, è invece fortissimo nel ballo, ma ha un solo difetto: è maschio. E il ballo, come gli dice suo padre, non è uno sport da maschi. Gli ultimi minuti del secondo tempo scorrono veloci e il lungo inverno della steppa è alle porte. Troverà Sasha il coraggio di compiere in partita quell’azione memorabile che cambierà la storia e realizzerà il suo sogno? Riusciranno i giocatori del Dinamo a sopravvivere dopo l’ultimo gol? Sarà il pallone a decidere. E in quel memorabile 9 agosto del 1942, a pochi metri dalla rete, la sfera di cuoio sembra gridare a Sasha: io non spreco le mie occasioni…
(Presentazione del libro, Einaudi Ragazzi)