L'opera poetica con inediti
In un solo libro l’intera opera di un autore di cui non si può fare a meno perché come pochi altri ha saputo raccontare in poesia la sua svizzera tra valli e città, l’amore familiare tra eros e thànatos e la passione per i libri. Giovanni Orelli (1928-2016) è stato «scrittore versatile e uomo intero», ma anche «poeta-profeta», come lo descrive Pietro Gibellini nell’introduzione. Partendo dalla narrativa e dalla critica militante è arrivato alla poesia con una parola che sempre salva perché «guizza dal cervello al cuore».
(dalla presentazione del libro, Interlinea)
"La sua vicenda di poeta [...] si colloca all'incontro tra spinte e ragioni diverse. Un equilibrista, lo potremmo considerare. [...] Orelli è stato un poeta abbarbicato all'aldiquà, al circuito della storia e della natura (con il loro sottofondo di violenza), ai meccanismi nel mondo. La sua ricerca insiste dunque nel cozzare, ora ironica ora grave, contro la barriera invalicabile dei nostri limiti. I viventi si aggirano in tale spazio [...], senza potersi dire mai al riparo dai propri istinti e dalle proprie paure, ma essendo abitati anche dal sorriso, insomma dall'enigmatica legge della vita." (Daniele Piccini, La Lettura, 19 aprile 2020)
"In questo ricco volume - un corpus poetico di ben ottomila versi - il lettore avrà agio di fare le sue scelte. Funambolico, virtuoso della lingua, affascinato dalla parola letteraria, ma anche dalla parlata popolare, Orelli ha molte frecce al proprio arco e sa giostrare con maestria tra sonetto e quartina, lingua e dialetto, filastrocca e sentenza, alto e basso. È poeta arguto, esuberante, talvolta ridondante; in possesso di una vena erotica che sgorga qua e là, parallelamente a quella civile, come un'acqua carsica che viene alla luce da rivoli sotterranei." (Alberto Nessi, La Regione, 4 marzo 2020)
"...sembra quasi un calendario a strappo di quelli di una volta: volendo si potrebbero leggere un paio di poesia al giorno per un anno intero (senza strappare le pagine!) e nella consuetudine con questo insolito breviario ci sarebbe senz'altro di che guadagnarci, in profondità, ironia, erudizione, leggerezza, cultura, passione, desiderio di condivisione... [...] Posti di fronte a una pubblicazione di questa mole e di questa densità, nella quali si iniziano a intravedere possibili piste di ricerca per anni a venire, ci si chiede se non sia giunta l'ora (anche per ragioni generazionali: molti studiosi di oggi non hanno avuto la fortuna di conoscerli di persona) di toglere finalmente il Giovanni Orelli poeta dall'ombra del cugino Giorgio, e da un confronto implicito, favorito dall'omonimia, che per lungo tempo è parso quasi obbligatorio, ma che non deve essere per forza tale. Prosatore, poeta, docente, opinionista e critico letterario sopraffino, il Giovanni Orelli che si staglia all'orizzonte è più che in grado di muoversi sulle proprie gambe, e noi con lui, libro dopo libro, lettura dopo lettura." (Pietro Montorfani, Azione, 2 marzo 2020)