La partita
Dove fugge Damian, solitario con il suo fardello? Perché il vento autunnale lo sospinge, come fosse una foglia, verso una casa singolare e disabitata, separata anche da ogni ultimo villaggio? Il quaderno che porta con sé, che a lungo rilegge, dice che la partita in cui è invischiato, e di cui sembra giocare anonimi e come astratti minuti finali, ha pur conosciuto un prima, un tempo divero, fatto di altro vento, di altre corse, vane anch'esse ma così dotate di senso: anni di un idillio dentro il quale tutto, luoghi cose persone, aveva un nome, una misura, un centro.
(Christian Genetelli)
Al centro del racconto di Giorgio Genetelli La partita vi è una saga familiare segnata per due generazioni da liti, divisioni e insanabili fratture. Damian, il protagonista, in un diario che chiama “il quaderno della discordia”, mette a fuoco i ricordi, le aspettative disattese, le ingiustizie subite e fornisce un ritratto delle persone che lo hanno ferito. Schiacciato dal peso di un'esistenza che fatica a comprendere, il protagonista esorcizza il male vissuto attraverso la memoria e le annotazioni nel suo diario. Dei suoi famigliari non dimentica di citare nessuno, a partire da chi lo ha reso felice durante la sua infanzia, i nonni Secondo e Odette. Gli altri, invece, lo hanno profondamente deluso, in primo luogo Giona “lo zietto” che una volta trasferitosi a Ginevra non si è fatto più sentire. In lungo e in largo il racconto gravita attorno a relazioni famigliari complicate, alimentate da continue tensioni che giungono ad una rottura insanabile quando subentra la questione dell'eredità. Damian, dinanzi a tutto questo, cerca di non soccombere e di conservare un barlume di bontà umana: “A me resta una sola eredità: quella del cuore e mi pare che non serva altro. Non ho intenzione di dilapidarla ma devo fare i conti con i miei mostri”. Il racconto di Giorgio Genetelli cattura l'interesse del lettore per il suo tentativo di scandagliare con generosità di sentimento tematiche universali come la morte, la perdita degli affetti e l'egoismo umano. (Natascha Fioretti, Viceversa ha letto..., 07.01.2019)