La città fantasma
"La città fantasma offre un viaggio spazio-temporale. Narra, in andamento poematico, capitolo dopo capitolo, ambienti, arredamenti, oggetti depositati, usurati, impolverati negli anfratti della memoria. Sono le stanze classiche, deputate alle convenzioni del vivere sociale, di una cittadina eretta a simbolo. La gente se n'è andata. Dei suoi lasciti hanno preso possesso il regno animale, vegetale, minerale... Silenzio e polvere, suggestioni romantiche del deserto urbano, la strada ''che s'allunga e non finisce'', gli edifici, ''i giardini dismessi'' e, come in certi film atti a creare la sospendione dell'attesa di un'orrida scoperta, si può immaginare il cigolante movimento di un'altalena vuota. [...] mai come in questa sparizione di umanità che ha lasciato le sue solide certezze, si prende coscienza della fragilità del potere e del possesso, sulle cui basi d'argilla si sono costruiti destini e glorie tramontabili." (Manuela Camponovo, L'Osservatore, 27.10.2018)