Ritorno dal bosco
«Da allora le due esistenze si divisero». Mattia Cavadini ci mette in guardia sino dall’inizio del suo racconto: è la storia di un distacco. Un doppio diario in cui le date sono le stesse, ma in cui le voci si allontanano fino a non sentirsi più.
Un padre costringe il figlio a seguirlo nel suo allontanamento dalla modernità, trasferendosi in una zona montana ancora per poco salva dalla distruzione della natura che sta segnando il Ticino.
Il figlio prova attrazione per ciò che gli è stato tolto, fugge, si immerge in città sempre più grandi e distanti.
Il figlio non cerca più il padre, il padre continua ad attendere il figlio così come attende i segni delle stagioni.
Alla fine il figlio diventerà padre a sua volta, proverà a tornare, crederà di aver capito il genitore. Un’illusione di comprensione, di essere nel giusto e che potrà forse essere il punto di partenza per altri conflitti tra generazioni, per altre fughe.
(Presentazone del libro, Tipografia Helvetica)