Vattene. Dimentica / Va-t’en. Oublie (1981-2013)
[...] Saranno dunque la musica e il ritmo della lingua francese gli strumenti espressivi e insieme gli scandagli di profondità per esplorare il regno delle tenebre; e sarà grazie a loro e attraverso di loro che appariranno nei testi di Markus Hediger, come in una sfilata commovente, le esili figure degli scomparsi, uomini e donne che hanno attraversato la vita e che appartengono ora a quella luce che ai viventi è negata, la luce della memoria e dell’oltremondo: i familiari più prossimi e quelli più distanti, Rosa Hediger, sorella del bisnonno, la sfuggente Mina Hirt, modista in pensione, Lydia L., la decana del paese, l’armadio tra due mondi nel solaio della nonna accanto al quale due bambini esplorano il segreto dei corpi, un villaggio in Argovia dove appare un bimbo dai capelli rossi, cioè l’autore stesso in terra d’infanzia, i volti appena intercettati su di un tram o tra la folla, e subito inghiottiti dal nulla.[...]
(dalla prefazione di Fabio Pusterla)