Giovanni Bianconi

Giovanni Bianconi (1891–1981) è nato a Minusio. Ha frequentato qualche semestre alla Gewerbeschule di San Gallo e all'Accademia di Stuttgart. In seguito è stato docente di disegno a Locarno. Fratello del più letterato Piero, Giovanni Bianconi affida la sua fama all'attività di poeta, di silografo e di studioso di forme di vita contadina. Le sue poesie dialettali sono ancorate ad un mondo ancora contadino, colto nelle sue primitive radici, che risuona talora indignato contro l'intedescamento, da decenni in atto in Ticino. Indignazione smussata, però, da una comicità che non si riscontra nel fratello Piero, più moralista in questo. Dopo il pensionamento il Bianconi si occupa delle vecchie costruzioni rurali nel Cantone e pubblica: Muri, Artigiani scomparsi, Roccoli del Ticino, Tessiner Dächer, Val Verzasca, Valmaggia, Ticino rurale. Il Bianconi può definirsi il maggiore poeta dialettale, che più di ogni altro ha lavorato con la lingua della parlata popolare con innegabile maestria, assurgendo a legittimo interprete dello spirito ticinese. Arguto e bonario, vede e osserva i quadri della società popolana, ne diventa il cronista e il cantore. Il pregio delle sue poesie è che il dialetto rivive in modo genuino e sincero, non macchiato da espressioni pseudo dialettali. Egli riesce a dominare in modo perfetto la lingua e gli argomenti, poiché il comporre versi diventa per il suo autore un fatto naturale e non una esercitazione di carattere letterario.

Bibliographie

Tre generazioni , Locarno, A. Dadò, 2011.
Legni e versi , Locarno, A. Dadò, 1978.
Tutte le poesie , Lugano, Pantarei, 1972.
Diciotto poesie ticinesi , Milano, All'insegna del Pesce d'Oro, 1951.
Garbiröö , Locarno, Romerio, 1942.