Giorgio Orelli (Airolo, 1921 - Bellinzona, 2013) è considerato il più importante poeta svizzero di lingua italiana. Esordisce nel 1944 con la raccolta di poesie Né bianco né viola, grazie alla quale l'anno precedente s'era aggiudicato il Premio Lugano. A partire dagli anni '50 collabora attivamente con diverse riviste letterarie italiane (tra cui «il verri», «Paragone» e «La Fiera letteraria») e comincia a essere presentato nelle antologie di poesia italiana contemporanea. Nel 1957 cura la raccolta _Poesie scelte _di Goethe (seguirà un'edizione accresciuta diciotto anni più tardi). Nel 1960 pubblica una raccolta di racconti dal titolo Un giorno della vita. Due anni dopo, nel 1962, esce L'ora del tempo, una selezione antologica delle sue quattro raccolte di poesia precedenti: da lì in poi i suoi libri di poesia appariranno con intervalli di tempo di almeno dodici anni tra loro. Parallelamente alla sua attività di scrittore, Giorgio Orelli continua a pubblicare articoli e libri di critica letteraria. Il volume Accertamenti verbali, del 1978, è un po' il manifesto del suo impegno e del suo interesse per la critica cosiddetta "verbale", aderente cioè «alla testualità, o semplicemente all'espressività del discorso poetico». Un impegno che gli varrà il titolo di dottore honoris causa, conferitogli dall'Università di Friburgo nel 1979. Tra i numerosi premi e riconoscimenti assegnati a Giorgio Orelli, ricordiamo il Gran Premio Schiller (1988) e il Premio Chiara alla carriera (2001).
A Giorgio Orelli è stato dedicato un dossier in «Viceversa Letteratura», n. 5, 2011.