Jacques Mercanton wurde1910 in Lausanne geboren. Er studierte Literatur an der Universität Lausanne und promovierte 1940. Danach hielt er sich zweimal für längere Zeit in Paris auf, wo er Vorlesungen an der Sorbonne und am Collège de France besuchte. Dabei machte er die Bekanntschaft von James Joyce, für den er eine Weile arbeitete. Zwischen 1935 und 1938 studierte er in Deutschland, Grossbritannien, Spanien und in der Tschechoslowakei. Dann unterrichtete er bis 1955 Französisch am "Collège classique", bevor er auf den Lehrstuhl für Literatur an der Universität Lausanne berufen wurde. Er erhielt mehrere Presie, darunter den Prix Rambert, den Grand Prix C.F. Ramuz, den Prix de la Ville de Lausanne sowie den Gottfried-Keller-Preis. Er arbeitete auch für Albert Skira und dessen Zeitschrift Labyrinthe. So lernte er 1947 Thomas Mann und 1955 Louis Massignon kennen. Er ist 1996 in Lausanne gestorben.
Bibliographie
Il pellegrinaggio della felicità (1948), secondo magistrale romanzo di Jacques Mercanton, è un'opera fatta di ombre, di presenze supplici che si misurano, fatalmente destinate alla sconfitta, con quella che lo storico Maurice Ollender definisce l'umanità dell'umano: l'amore, la malattia, la morte. Siamo in Europa negli anni Trenta, fra la tragedia della rivoluzione sovietica, il mortifero avvento del nazismo, l'imminente catastrofe della seconda guerra mondiale. I personaggi si muovono come sonnambuli tra una Praga non tanto tragica quanto malefica, un'Engadina dove il chiacchiericcio mondano si confonde con le parole di Pascal, e una Parigi ciecamente avviata all'occupazione tedesca. Quasi nessuno di loro è all'altezza del proprio destino, non il dottor Balmont che ama la moglie Marina senza capire la grandezza del proprio amore, non Marina stessa, allegoria dell'altra polarità dell'amore – la morte – per la quale non conta la sventura della storia, ma solo quella dell'individuo. Ogni personaggio è attraversato dal non sapere. Scrive Mercanton: «Non si sa, infatti, se si debba applaudire o piangere; ci si confonde con il proprio cuore; non si sente più se batta ancora; si spia il proprio sospiro». In questo senso ognuno di loro appare struggente al lettore che invece «sa», di quel labile sapere che è dato agli umani. Intensa come la luce del sole citata nella massima di La Rochefoucault posta in epigrafe al testo, Il pellegrinaggio della felicità è un'opera che può essere citata tra le maggiori del Novecento europeo.